Rapporto Italia Generativa
  • R.I.G.2024

    GIRO DI BOA

    Il segno che resta dell’imprenditività italiana
    • PREFAZIONE

      L’IMPRENDITIVITÀ COME INDICE DI GENERATIVITÀ SOCIALE
    • CONTENUTO

      I 4 CAPITOLI
      • R.I.G. 24-1: Demografia di impresa
      • R.I.G.24-2: Biodiversità di impresa
      • R.I.G. 24-3: Immaginari d’impresa
      • R.I.G. 24-4: La risposta dell’impresa italiana alle grandi transizioni
      • LE INTERVISTE
    • CONSIDERAZIONI FINALI

      NUOVA ENERGIA IMPRENDITORIALE
    • NOTE DI METODO
  • R.I.G.2023

    VIA DALLA GABBIA (SEMI)DORATA

    Riaprire il futuro delle nuove generazioni
    • PREFAZIONE

      CON GLI OCCHI DI UN GIOVANE
    • CONTENUTO

      I SEI CAPITOLI
      • 1. I GIOVANI, L’EDUCAZIONE E LA FORMAZIONE
      • 2. I GIOVANI, IL LAVORO E L’INTRAPRESA
      • 3. I GIOVANI, L’ACCESSO ALLA CASA E IL PERCORSO VERSO L’AUTONOMIA
      • 4. I GIOVANI, LA SALUTE E IL BENESSERE
      • 5. I GIOVANI, LA FIDUCIA E LA PARTECIPAZIONE
      • 6. IL CONTRIBUTO DEL PNRR. INVESTIRE IL FUTURO DEL PAESE
    • CONSIDERAZIONI FINALI
    • NOTE DI METODO
  • R.I.G.2022

    ITALIA IN SURPLACE

    Dalla dispersione intergenerazionale all’ecosistema generativo
    • PREFAZIONE

      GUARDARE IL MONDO CON OCCHI NUOVI
    • CONTENUTO

      GLI 8 CAPITOLI
      • 1. NASCERE E CRESCERE
      • 2. EDUCARE, FORMARE, ABILITARE
      • 3. AUTORIZZARE, CONSEGNARE, DOTARE
      • 4. PARTECIPARE, ESPRIMERSI E CONTRIBUIRE
      • 5. INTRAPRENDERE
      • 6. INNOVARE
      • 7. CUSTODIRE E RIGENERARE
      • 8. RISPARMIARE E INVESTIRE
    • CONSIDERAZIONI FINALI

      APRIRE NUOVE POSSIBILITÀ, È LO SVILUPPO CHE FA LA CRESCITA
    • NOTE DI METODO

  • Menu Menu

Il Rapporto desidera contribuire all’individuazione di aree di blocco nel percorso di abilitazione / capacitazione di persone e gruppi, premessa alla generazione di multiforme valore per la società nel suo complesso, nel presente e nel futuro.

Può dirsi generativa una società capace di ricreare continuamente, adattandole al tempo e al contesto, le condizioni più favorevoli alla piena fioritura personale, sociale, economica, culturale, istituzionale.

Individuando aree di blocco e/o ritardi rispetto ad altri contesti EU, il Rapporto può diventare un utile cruscotto anche per i policy maker che intendono farsi promotori di politiche generative / della generatività.

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LA COLONNA INVISIBILE

Perché le donne sono importanti

e perché contano ancora troppo poco

 2025

 

RAPPORTO ITALIA GENERATIVA 2025

EXECUTIVE SUMMARY

IV Rapporto Italia Generativa

L’Italia si confronta oggi con una contraddizione profonda e strutturale che ne blocca la crescita: mentre le donne rappresentano una componente fondamentale del sistema economico e sociale, il loro contributo resta in larga parte invisibile, sottoutilizzato e non pienamente riconosciuto.

Il IV Rapporto Italia Generativa affronta questa tensione con uno sguardo sistemico, mostrando come il ritardo italiano non sia il risultato di un singolo fattore, ma l’esito di nodi culturali, organizzativi e istituzionali che si alimentano reciprocamente, contribuendo a frenare e sottoutilizzare le capacità di persone, imprese e territori e più ampiamente lo sviluppo del Paese.

Il titolo del nuovo Rapporto – La “colonna invisibile” – richiama questa ambivalenza non più accettabile: le donne sostengono il Paese attraverso il lavoro e la cura, ma non ne abitano ancora pienamente i luoghi a causa di profondi disequilibri in termini di riconoscimento, valorizzazione, equità, potere, opportunità. Rendere visibile questa colonna e liberare il prezioso potenziale delle donne è oggi una priorità per l’intero Paese. Non solo per giustizia, ma per garantire un futuro migliore e durevole all’Italia. 

I 10 punti chiave

 
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1. Più istruite, meno valorizzate

Le donne italiane raggiungono livelli di istruzione superiori agli uomini, ma questo vantaggio non si traduce in pari opportunità nel lavoro. L’ingresso nel mercato occupazionale rappresenta un primo collo di bottiglia, dove il divario si apre e tende ad ampliarsi nel tempo. Il risultato è uno spreco di capitale umano che penalizza l’intero sistema-paese.

2. Stereotipi persistenti, crescita bloccata

Bias culturali, spesso nascosti ma radicati, continuano a influenzare aspettative, valutazioni e opportunità. Le donne devono dimostrare di più per ottenere lo stesso riconoscimento, mentre stereotipi interiorizzati incidono su fiducia e aspirazioni. Il cambiamento richiede un’azione educativa e culturale profonda, corale e continuativa nel tempo.

3. Il merito non basta: contano i contesti

Competenze e risultati non sono sufficienti a garantire alle donne percorsi equi. Reti relazionali, fiducia, mentorship, culture organizzative sostenibili e modelli di lavoro flessibili possono fare la differenza. In assenza di ambienti inclusivi e trasparenti, nei linguaggi come nelle pratiche, le disuguaglianze di genere si riproducono anche senza discriminazioni esplicite.

4. Lavoro e cura: un equilibrio impossibile

Le donne continuano a sostenere la maggior parte del lavoro di cura della famiglia e della casa, in un sistema che richiede loro disponibilità totale al lavoro. Questo doppio vincolo genera sovraccarico e tensioni, ma anche rallentamenti di carriera e abbandoni. Senza una redistribuzione reale della cura e modelli organizzativi flessibili, il problema resta strutturale.

5. Diseguaglianze nelle diseguaglianze

Non tutte le donne vivono le stesse condizioni. Reddito, territorio, capitale relazionale e posizione sociale possono amplificare o attenuare le difficoltà. Le donne più fragili subiscono una doppia penalizzazione, divenendo più vulnerabili economicamente e socialmente. Questo rende la condizione femminile una questione di equità sociale.

6. Maternità: da risorsa a rischio

In Italia, la maternità resta uno snodo critico che ridefinisce spesso al ribasso le traiettorie professionali. Non è la maternità in sé il problema, ma il contesto che la rende difficilmente compatibile con il lavoro organizzato su modelli novecenteschi, rigidi, avidi di tempo e presenza, improntati sull’archetipo del lavoratore maschio. Il risultato è un costo elevato sia per le donne – rinuncia alla maternità o al lavoro – sia per la tenuta sociale del Paese, oggi in pieno inverno demografico.

7. La cura non è privata, ma il sistema la tratta come tale

La gestione della cura – di figli e di anziani, della casa e dell’educazione – è ancora largamente delegata alle famiglie e, al loro interno, alle donne. L’insufficienza dei servizi e delle politiche pubbliche, da un lato, e gli effetti sociali collaterali di una cultura individualista, dall’altro, rendono la conciliazione un problema individuale, anziché una priorità e corresponsabilità collettiva.

8. Le diseguaglianze nascono già nella coppia

Le traiettorie di carriera divergono spesso già nelle dinamiche di coppia, dove la carriera maschile viene implicitamente prioritarizzata. Le scelte quotidiane, apparentemente neutre, producono effetti cumulativi che alimentano il divario di genere.

9. Vulnerabilità economica e violenza di genere sono collegate

La dipendenza economica limita l’autonomia delle donne e le espone maggiormente a forme di violenza, anche invisibili. Il legame tra condizioni economiche e libertà personale è diretto e richiede interventi sia culturali che strutturali, oltre la pura emergenza.

10. Rimettere al centro la cura, ovvero cambiare il modello di sviluppo

Parlare della condizione femminile significa interrogarsi profondamente su quale modello di sviluppo desideriamo per noi, per il nostro Paese, per il suo futuro. Il Rapporto propone un cambio di prospettiva: non si tratta dunque di “adattare” le donne al sistema, ma cogliere questa occasione per trasformare il sistema, passando da un modello “estrattivo” centrato sulla produzione, a uno “generativo”, capace di immaginare nuovi rapporti di senso tra lavoro, vita e cura. È una grande sfida, ma è la via per andare oltre opposizioni polari poco feconde – maschile/femminile, vita/lavoro – e aprire creativamente e responsabilmente nuovi spazi di innovazione e sperimentazione.

La condizione della donna come leva strategica per il Paese: azioni di policy

La condizione della donna non è un tema settoriale o di categoria, ma riguarda tutti. Perché la qualità della loro vita e del loro lavoro non sono una variabile neutra nell’educazione, nel lavoro e nell’impresa; nell’innovazione e nella scienza, nella partecipazione culturale e civica; nella politica del nostro Paese.  Per questa ragione, illuminare la situazione delle donne e investire per rendere più visibile, riconosciuto e valorizzato il loro contributo si rivela una fondamentale leva strategica per ripensare il modello di sviluppo italiano.

Le policy più efficaci saranno quelle capaci di agire contemporaneamente su tre livelli interdipendenti – educativo organizzativo istituzionale – perché solo un approccio integrato potrà produrre cambiamenti duraturi.

Le policy

 
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1. Livello educativo e culturale

Intervenire sugli stereotipi e sui modelli di genere fin dalle prime fasi della formazione, promuovendo role model femminili, linguaggi inclusivi e una cultura del riconoscimento. Centrale è anche la valorizzazione delle competenze sviluppate nei contesti di vita e di cura, ancora oggi poco visibili ma decisive.

2. Livello organizzativo (imprese e lavoro)

Rendere i contesti di lavoro più equi e inclusivi attraverso trasparenza nei processi di selezione, valutazione e carriera; riduzione dei gender pay gap; sviluppo di mentoring e sponsorship; diffusione di modelli di lavoro flessibili. Particolare attenzione va posta all’accompagnamento della maternità e al rientro al lavoro, alla formazione continua e all’uso responsabile delle nuove tecnologie, inclusa l’IA.

3. Livello istituzionale e di sistema

Rafforzare il welfare e le politiche pubbliche: più servizi per l’infanzia e la non autosufficienza, maggiore sostegno all’imprenditoria femminile e all’accesso al credito, incentivi alla condivisione della cura tra uomini e donne, riduzione delle disuguaglianze territoriali. I servizi non sono un costo, ma fattore chiave per occupazione, natalità e crescita.

STRUTTURA DEL RAPPORTO:

PREFAZIONE:

Un ritardo noto, ma ancora da comprendere

CONTENUTI:

  • GLI 8 CAPITOLI:
1. Traiettorie educative e formazione
2. Mercato del lavoro e retribuzioni
3. Natalità e progettualità familiare
4. Conciliazione e carichi di cura
5. Accesso a posizioni apicali e leadership
6. Tempo per sé e partecipazione
7. Salute e benessere
8. Violenza di genere
Link a: interviste imprenditrici 1
  • LE INTERVISTE:

1. donne imprenditrici

Le donne sono già nel futuro. È il lavoro che deve ancora cambiare

Il ponte a metà: tra trasformazioni culturali e inerzia strutturale
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1 - Una generazione già oltre, un sistema ancora in transizione

Premessa

2 - Le parole delle imprenditrici

3 - Nodi strutturali e ostacoli persistenti

4 - Leve abilitanti e fattori di capacitazione

5 - Tensioni polari e trasformazioni in atto

6 - La domanda comune

7 - L’imprenditoria femminile come spazio di innovazione, traiettorie di lavoro e di senso

8 - Appunti conclusivi

2. le parole delle imprenditrici

Maria Chiara Barabino

Aprile 22, 2026
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https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2026/04/MCBarabino_FOTO-1.jpg 743 743 administrator https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2023/12/LOGO_RIG_2023-2.png administrator2026-04-22 20:40:382026-04-30 07:34:42Maria Chiara Barabino

Stefania Brancaccio

Aprile 22, 2026
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Francesca Failoni

Aprile 22, 2026
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Sabrina Florio

Aprile 22, 2026
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https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2026/04/Sabrina-Florio1.jpg 1000 1000 administrator https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2023/12/LOGO_RIG_2023-2.png administrator2026-04-22 20:15:102026-04-29 14:15:41Sabrina Florio

Elena Goitini

Aprile 22, 2026
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Aurora Maggio

Aprile 22, 2026
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Elena Dominique Midolo

Aprile 22, 2026
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Lella Miccolis

Aprile 22, 2026
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Ketty Panni

Aprile 22, 2026
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Valentina Pellegrini

Aprile 22, 2026
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Evelyn Isabel Pereira

Aprile 22, 2026
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Lara Ponti

Aprile 22, 2026
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Stefania Rinaldi

Aprile 22, 2026
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https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2026/04/Foto-Stefania.png 969 969 administrator https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2023/12/LOGO_RIG_2023-2.png administrator2026-04-22 18:55:312026-04-24 19:18:15Stefania Rinaldi

Alessandra Tore

Aprile 22, 2026
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https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2026/04/Alessandra-Tore-scaled.jpeg 2560 2543 administrator https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2023/12/LOGO_RIG_2023-2.png administrator2026-04-22 18:45:082026-04-26 17:16:30Alessandra Tore

Laura Venturini

Aprile 22, 2026
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https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2026/04/Laura-Venturini.jpeg 1000 1000 administrator https://www.italiagenerativa.it/wp-content/uploads/2023/12/LOGO_RIG_2023-2.png administrator2026-04-22 14:32:252026-04-24 19:33:50Laura Venturini
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Link a: Mobilità intragenerazionale in Italia contemporanea in una prospettiva di genere

3. donne lavoratrici

Mobilità intragenerazionale in Italia contemporanea in una prospettiva di genere

CONSIDERAZIONI FINALI:

La condizione femminile in Italia tra ritardo strutturale e potenziale inespresso

NOTE DI METODO

IL RAPPORTO ITALIA GENERATIVA 2024 È REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON
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