LA COLONNA INVISIBILE
Perché le donne sono importanti
e perché contano ancora troppo poco
2025
Tempo per sé e partecipazione
Europa
Nel 2024, la quota di persone che dichiara di aver votato alle elezioni europee è elevata in tutti i Paesi considerati, con valori generalmente compresi tra il 72% e l’86%. Nella maggior parte dei contesti si osserva una maggiore propensione al voto maschile.
L’Italia rappresenta un’eccezione nel confronto europeo: è l’unico Paese in cui la partecipazione femminile (79,2%) supera, seppur di poco, quella maschile (78,4%). Il divario di genere risulta quindi invertito ma contenuto (-0,8 punti percentuali).Tra le donne, i tassi più elevati si registrano in Romania (79%), Spagna (77,7%), Polonia (76,6%) e Germania (76,2%), mentre tra gli uomini i valori più alti si osservano in Romania (86,3%), Polonia (83,4%), Germania (83,1%) e Francia (82,4%).
I gap di genere più elevati emergono in Francia (+9,7 punti percentuali, con l’82,4% degli uomini contro il 72,7% delle donne), seguita da Romania (+7,3 p.p.) e Germania (+6,9 p.p.).
I paesi considerati presentano differenti livelli di sindacalizzazione. In particolare, l’Italia si colloca tra i contesti con i livelli più bassi di iscrizione, pari al 6,9% tra le donne e all’8,8% tra gli uomini, preceduta solo da Polonia (4% e 5,2%) e Francia (5% e 5,5%).I valori più elevati si registrano in Svezia, dove la partecipazione sindacale è particolarmente diffusa per entrambi i generi (49,2% tra le donne e 44,7% tra gli uomini), seguita a distanza dal Regno Unito (12,4% e 11,7%). Negli altri paesi i livelli risultano significativamente più contenuti. Le differenze di genere non sono particolarmente marcate: in Germania, Italia, Polonia, Francia e Spagna si osserva una maggiore partecipazione maschile, al contrario, Svezia e Regno Unito rappresentano gli unici casi in cui la quota femminile supera quella maschile.
Nel 2022, la partecipazione ad attività di volontariato formale/informale o di cittadinanza attiva risulta contenuta per entrambi i generi, sebbene emergano situazioni eterogenee nei diversi Paesi considerati. A livello medio UE, i valori risultano sostanzialmente equilibrati (12,1% tra le donne e 12,5% tra gli uomini), evidenziando un divario di genere ridotto.L’Italia si colloca tra i paesi con i livelli di partecipazione più bassi (5,3% per entrambi i generi), tassi ancor più contenuti si osservano solo in Romania, che registra il dato più basso tra i Paesi considerati (4,3% tra le donne e 3,5% tra gli uomini), pur con una lieve prevalenza femminile. I livelli più elevati si registrano in Svezia, dove la partecipazione è significativamente più diffusa (19,3% tra le donne e 24,9% tra gli uomini), seguita dalla Francia (15,2% e 16,2%). In questi Paesi si osserva una maggiore partecipazione maschile, seppur con differenze moderate.Valori intermedi si rilevano in Spagna (9,8% donne e 8,0% uomini) e Polonia (8,5% e 6,1%), che si distinguono invece per una maggiore partecipazione femminile.
In Italia, il 45,3% delle donne e il 48,1% degli uomini dichiara di avere contatti settimanali con gli amici, valori tra i più alti nel confronto europeo. Anche la quota di contatti quotidiani risulta relativamente elevata (13% tra le donne e 16,6% tra gli uomini). Al contrario, le frequenze di contatto più basse risultano meno diffuse, con quote contenute di persone che dichiarano di non aver avuto contatti nell’ultimo anno (7,3% donne e 5,1% uomini).
Un’elevata frequenza di contatti si osserva anche in Spagna e Svezia, dove le interazioni settimanali sono diffuse e accompagnate da una presenza significativa di contatti quotidiani, soprattutto tra gli uomini. In Polonia e Romania, i contatti risultano più concentrati nelle frequenze intermedie (diverse volte al mese), con una minore incidenza dei contatti quotidiani.
Considerando i differenziali di genere, gli uomini tendono a riportare una frequenza leggermente più elevata di contatti quotidiani e settimanali rispetto alle donne, mentre queste ultime risultano leggermente più presenti nelle categorie di frequenza più bassa, nonostante gap generalmente contenuti.
Nel confronto europeo emerge una forte eterogeneità, con l’Italia che si colloca tra i livelli più bassi: il 64,8% delle donne e il 61,4% degli uomini dichiara di non partecipare ad attività culturali o sportive. La Romania presenta i livelli di partecipazione più bassi in assoluto, con oltre il 77% di persone che non prende parte a questi eventi per entrambi i generi. Al contrario, la Svezia si distingue per i più alti livelli di partecipazione per entrambi i generi: tra le donne il 37,5% non partecipa, mentre tra gli uomini la quota è simile (36,7%), accompagnata da una maggiore incidenza della partecipazione frequente tra gli uomini (20,6% contro 16,6%).
Anche Spagna e Francia mostrano livelli relativamente elevati, con una distribuzione equilibrata tra partecipazione occasionale e frequente. In Spagna si osservano valori simili tra donne e uomini, con una partecipazione frequente leggermente più alta tra gli uomini (24,4% contro 23,1%), mentre in Francia le differenze di genere risultano contenute in tutte le categorie.
Nel complesso emerge una maggiore propensione alla lettura tra le donne rispetto agli uomini in tutti i Paesi considerati. L’Italia si colloca tra i paesi con i livelli più bassi di lettura, soprattutto tra gli uomini: il 69,3% non legge alcun libro, contro il 60,2% delle donne. Anche la quota di lettori abituali resta limitata (13,6% tra le donne e 8,8% tra gli uomini). La Romania presenta i valori più bassi in assoluto, con una quota molto elevata di non lettori (65,7% donne e 75,8% uomini) e una quota di lettori abituali marginale.
I livelli più alti di lettura si registrano in Svezia, dove solo il 24,4% delle donne non legge alcun libro, contro il 36,1% degli uomini, e oltre un quarto delle donne (26,5%) legge almeno 10 libri all’anno, a fronte del 16,5% degli uomini. Anche in Francia si osserva un’elevata partecipazione femminile (24,5% legge almeno 10 libri), con un divario marcato rispetto agli uomini (14,6%).
Valori intermedi si osservano in Polonia, dove il 33,4% delle donne non legge libri contro il 59,5% degli uomini.In Spagna, pur con livelli complessivamente più contenuti, le donne mostrano una maggiore partecipazione rispetto agli uomini in tutte le categorie di lettura.


