LE PAROLE DELLE IMPRENDITRICI
Per andare oltre i numeri ed offrire uno sguardo più prossimo ai percorsi di vita delle donne, sono state raccolte 15 interviste semi-strutturate ad altrettante imprenditrici e/o manager.
Dove sono e come guardano questa transizione le donne che intraprendono? Come sono arrivate al vertice delle loro organizzazioni? Quali ostacoli hanno incontrato e di quali risorse hanno goduto? Quali iniziative stanno adottando nei loro contesti e cosa propongono concretamente per promuovere una partecipazione piena, senza snaturare il portato del “femminile” e rinunciare alla propria realizzazione personale e familiare?
Le donne intervistate, tutte in posizioni apicali nelle rispettive realtà, non chiedono accesso o riconoscimento. Nonostante i diversi ostacoli incontrati sul loro percorso, un posto lo hanno già conquistato. Molte di loro hanno ereditato o fondato ed ora guidano imprese. Oppure, dirigono organizzazioni complesse. Innovano in settori tradizionali o ne inventano di nuovi. Tutte mostrano una chiara consapevolezza del loro contributo e di fare la loro parte nel creare valore economico e sociale per le loro organizzazioni, e più ampiamente, per l’intero Paese. Non vi sono neppure recriminazioni. Piuttosto, emerge la consapevolezza di stare compiendo un viaggio ancora lontano dalla meta auspicata, e della persistenza di un blocco, profondo e strutturale, che continua a ridimensionare fortemente lo scenario delle opportunità.
Il quadro che emerge è dunque paradossale: quello stesso Paese che ha costruito le condizioni per l’emersione di una generazione femminile altamente formata, ambiziosa e capace di leadership – quasi fosse in qualche modo incosciente delle o indifferente alle profonde conseguenze economiche, sociali e culturali di questa evoluzione – non si è ancora organizzato per consentire a questo incredibile potenziale di potersi pienamente dispiegare.
È come se l’Italia avesse investito risorse per costruire un treno modernissimo, senza però preoccuparsi dei binari su cui farlo correre veloce verso il domani.
Le interviste raccontano spaccati di storie tra loro molto diverse per cultura, contesti, aspirazioni, settori, geografie, competenze. Ci sono donne che hanno intrapreso scalate manageriali in multinazionali e grandi gruppi. Donne che prendono in mano storiche imprese familiari, dopo un passaggio generazionale che, finalmente, intravede non solo nella componente maschile una promessa di futuro. Donne che intraprendono un percorso associativo di rappresentanza o che si affermano in settori d’avanguardia, fondando start-up digitali e disegnando modelli di business immateriali. Ancora, donne che fanno correre imprese in settori tecnici e tecnologici, tradizionalmente maschili, e donne che danno parola ad una imprenditoria migrante che si dimostra strumento privilegiato di emancipazione ed inclusione.
Eppure, sotto la varietà delle esperienze, non è difficile rintracciare tratti comuni che verranno ripresi nei paragrafi seguenti attraverso la lente che informa il Rapporto Italia generativa, quella della generatività sociale. Consentendoci di accedere ad una stanza prossimale alle evoluzioni, ai processi, alle scelte, alle riflessioni delle donne intervistate, i dialoghi avviati contribuiscono a mettere a fuoco punti di blocco nello sviluppo dell’intrapresa femminile, e i fattori abilitanti che hanno promosso e sostenuto quello stesso intraprendere.
Il paragrafo si organizza attorno a cinque aree discorsive:
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Nodi strutturali e ostacoli persistenti
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Leve abilitanti e fattori di capacitazione
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Tensioni polari e trasformazioni in atto
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La domanda comune
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L’imprenditoria femminile come spazio di innovazione. Traiettorie di lavoro e di senso.
Ogni paragrafo rileggerà sinteticamente i contenuti emersi dalle interviste per lasciare ampio spazio alle parole, lucide ed efficaci delle professioniste coinvolte nella ricerca 1Le interviste integrali sono disponibili nella sezione del Rapporto a loro dedicata..
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- 1Le interviste integrali sono disponibili nella sezione del Rapporto a loro dedicata.

