LA COLONNA INVISIBILE
Perché le donne sono importanti
e perché contano ancora troppo poco
2025
NOTE DI METODO
PROSPETTIVE DI ANALISI E DI LAVORO
Il Rapporto Italia Generativa 2025 si propone di offrire una lettura originale della condizione della donna che lavora e che intraprende oggi in Italia quale dimensione cruciale della capacità generativa di un contesto sociale.
Può dirsi generativa una società capace di riconoscere, valorizzare e promuovere il pieno contributo dei suoi membri nei diversi ambiti della vita economica, sociale, culturale e istituzionale, rimuovendo gli ostacoli che ne limitano la partecipazione e lo sviluppo.
In questa prospettiva, la generatività si esprime nella possibilità per ogni persona – indipendentemente dal genere – di contribuire alla creazione e rigenerazione di valore nel tempo.
È generativa una società in cui le differenze non si traducono in disuguaglianze strutturali, ma diventano risorsa per l’innovazione e la coesione; una società in cui istituzioni, imprese e organizzazioni sono chiamate a promuovere condizioni eque di accesso alle opportunità, sostenendo percorsi di autonomia, partecipazione e leadership femminile.
Adottando la prospettiva della generatività sociale, il nuovo Rapporto Italia Generativa intende contribuire al dibattito sulle disuguaglianze di genere, offrendo chiavi interpretative utili a orientare politiche e pratiche finalizzate a valorizzare pienamente il potenziale femminile. In questa prospettiva, il lavoro si propone come un “cruscotto” strategico per i policy maker, nonché per imprese, Terzo settore e società civile, interessati a promuovere modelli di sviluppo più equi e
inclusivi.
Struttura del Rapporto Italia Generativa 2025
Il Rapporto si articola in due parti: la prima raccoglie e rielabora dati quantitativi; la seconda propone due approfondimenti qualitativi.
Sono otto le aree di approfondimento presentate nella prima parte del Rapporto:
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le disuguaglianze educative e formative;
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i divari nel mercato del lavoro e nelle retribuzioni;
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la natalità e la progettualità familiare;
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la conciliazione tra vita lavorativa e compiti di cura;
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l’accesso delle donne a posizioni di leadership e responsabilità;
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il tempo libero e le opportunità di autorealizzazione;
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la salute e il benessere;
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la violenza di genere.
In questa sezione, il Rapporto integra molteplici ambiti ed elementi statistici, in costante riferimento a dati già disponibili ma spesso dispersi e frammentati, utili a cogliere le principali dinamiche delle disuguaglianze di genere nel nostro Paese, sia nel confronto internazionale, sia a livello territoriale.
Il confronto internazionale è stato costruito attraverso la selezione di un gruppo ristretto di Paesi europei, individuati secondo una logica di benchmarking tra sistemi comparabili e, al contempo, rappresentativi di differenti assetti istituzionali e modelli di sviluppo. In particolare, sono stati inclusi i principali Paesi europei per dimensione demografica ed economica – Germania, Francia e Spagna – al fine di garantire un confronto omogeneo con l’Italia in termini di struttura produttiva e peso nel contesto europeo.
A questi si affiancano alcuni Paesi selezionati per la loro capacità di rappresentare modelli differenziati di organizzazione del welfare, partecipazione femminile e dinamiche socio-culturali: la Svezia, quale riferimento per i sistemi nordici ad alta inclusione; la Polonia e la Romania, quali espressioni dei contesti dell’Europa orientale che, pur condividendo una comune matrice storico-istituzionale, hanno seguito negli ultimi anni traiettorie differenziate di sviluppo economico e sociale.
La selezione ha quindi riguardato, oltre all’Italia, Germania, Francia, Spagna, Svezia, Polonia e Romania, consentendo così un confronto equilibrato tra omogeneità strutturale e varietà dei modelli di riferimento.
Il Regno Unito è stato incluso nelle analisi solo laddove consentito dalla disponibilità dei dati.
La scelta delle dimensioni analitiche risponde all’esigenza di restituire una lettura multidimensionale della condizione femminile, in grado di tenere insieme fattori strutturali, culturali e relazionali ed evidenziando le interconnessioni tra ambiti spesso analizzati separatamente.
Una specifica attenzione è dedicata alla dimensione intersezionale e intergenerazionale, al fine di evidenziare come le disuguaglianze di genere si intreccino con altri fattori (età, territorio, condizione socio-economica), contribuendo a definire forme differenziate di accesso alle opportunità e ai diritti.
La ricerca e la selezione degli indicatori utilizzati per le elaborazioni grafiche è stata guidata dall’esigenza di descrivere con esaustività e in modo chiaro e sintetico le dimensioni considerate più rilevanti dei fenomeni analizzati.
Questo processo ha privilegiato indicatori il più possibile aggiornati (dal 2020 in avanti) e capaci di restituire disaggregazioni per genere, classi di età e contesto territoriale.
Le fonti utilizzate sono relative a rilevazioni sistematiche e/o ad-hoc e a dati di natura amministrativa raccolti, elaborati e disseminati secondo criteri di qualità statistica da Eurostat, OECD, ISTAT e altri enti di ricerca riconosciuti a livello internazionale. Tali dati risultano liberamente accessibili sulle piattaforme online degli enti che ne curano il rilascio, consentendo la replicabilità delle elaborazioni proposte e il recupero dei relativi metadati.
Nella seconda parte del Rapporto vengono presentati due approfondimenti qualitativi.
Un primo contributo offre una rielaboorazione critica di 15 interviste semi-strutturate proposte ad altrettante donne imprenditrici e manager, le cui esperienze consentono di approfondire temi centrali affrontati nel Rapporto, quali il sistema di opportunità e i vincoli emergenti nei percorsi di intrapresa femminile in Italia; la parità di genere e gli stereotipi persistenti nel mondo dell’impresa, la conciliazione tra vita lavorativa e familiare; la maternità;le policy organizzative adottate per favorire l’equità tra uomioni e donne; le possibili direttrici di cambiamento.
I dialoghi sono stati trascritti e quindi rielaborati ed approvati delle intervistate.
Un secondo approfondimento ha messo a confronto le esperienze di lavoratrici in due contesti territoriali differenti, Lombardia e Sicilia, al fine di evidenziare il ruolo dei fattori locali nel determinare opportunità e disuguaglianze di genere. In questo ambito, l’analisi è stata condotta attraverso le storie di traiettoria professionale, ricostruite dall’ingresso nel mercato del lavoro fino al presente, cercando di comprendere i fattori che hanno inciso su tali percorsi, tra cui il contesto territoriale, il livello di istruzione, gli eventi nel corso della vita come la formazione della coppia, la nascita dei figli, la separazione e soprattutto la traiettoria professionale del partner.
GLI INDICATORI UTILIZZATI NELLA COSTRUZIONE DEL RAPPORTO
La selezione degli indicatori è stata guidata dall’esigenza di rappresentare in modo chiaro e comparabile le principali dimensioni delle disuguaglianze di genere e del contributo femminile alla generatività del sistema socioeconomico.
L’analisi ha privilegiato:
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indicatori relativi alla partecipazione femminile al lavoro, alla qualità dell’occupazione e ai differenziali retributivi;
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misure delle competenze, dei percorsi formativi e dell’accesso alle opportunità;
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indicatori di leadership, rappresentanza e presenza nei luoghi decisionali;
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variabili relative alla conciliazione tra vita professionale e familiare;
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indicatori relativi alla salute, al benessere e alla sicurezza;
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indicatori di contesto culturale e sociale.
La selezione ha privilegiato indicatori aggiornati e disaggregabili per genere, età e territorio, al fine di consentire analisi comparative e multilivello.
Le fonti utilizzate comprendono rilevazioni ufficiali e dataset internazionali prodotti da Eurostat, OECD, ISTAT e altri organismi di ricerca, garantendo solidità metodologica e comparabilità dei dati.
Principali fonti utilizzate
AlmaLaurea Rapporto 2025
CENSIS, Il talento femminile mortificato (2019)
Centro Studi Guglielmo Tagliacarne
CNL – ISTAT Il lavoro delle donne tra ostacoli e opportunità (2025)
European Commission – Eurobarometer Flash 350 – Safety of Services (2023)
EIGE – European Institute for Gender Equality (2022 – 2024)
ESS – European Social Survey
European Union Agency for Fundamental Rights: (FRS) Fundamental Right Survey (2020)
Eurostat : Structure of Earnings Survey (SES) (2025)
Eurostat: Labour Force Survey (LFS) (2025)
Eurostat: Population and social condition / Demography, population stock and balance (2024)
Eurostat: Statistics on income and living conditions (EU-SILC) (2025)
Gallup State of the Global Workplace 2025
Global Entrepreneurship Monitor (GEM) (2025)
INPS – CV:Rendiconto di genere 2024 (2025)
INPS: XXIV RAPPORTO ANNUALE (2025)
INVALSI (2025)
Istat: Bes dei Territori (2024 e 2025)
Istat: Indagine multiscopo sulle famiglie: aspetti della vita quotidiana (2025)
Istat: Indagine multiscopo sulle famiglie: uso del tempo (2025)
Istat: Migrazioni (Trasferimenti di residenza) (2025)
Istat: Piano di Uguaglianza di Genere 2025–2027
Istat: Rilevazione sulle Forze di lavoro (2024)
Ministero del Lavoro e delle politiche sociali: XIV RAPPORTO ANNUALE. Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia. (2024)
MUR servizio statistico: Portale dei dati dell’Istruzione Superiore (2024/25)
OECD – Family database (2024)
OECD – PISA (2022)
OECD – Social Institutions and Gender Index (SIGI) (2023)
Stanford University Human-Centered Artificial Intelligence HAI: Artificial Intelligence Index Report 2025
WHO – World Health Organization
World Bank (2024)
WEF – Global gender Gap Report 2025
Eurostat’s annual data collections on demographic and migration statistics (2024)
Istituto Superiore di Sanità (2023-2024)
Eurostat: UNODC (2024)
Unioncamere, Economia & Imprese, luglio 2025
IL GRUPPO DI LAVORO
Il Rapporto Italia Generativa 2025 è stato realizzato nel quadro delle attività del Centro di Ricerca ARC dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di Fondazione Poetica.
Alla sua redazione hanno partecipato Patrizia Cappelletti, Gianluca Truscello, Martina Lanzetta, Riccardo Della Valle, Fazilat Radjabova, sotto la supervisione scientifica di Mauro Magatti.
Si ringrazia il Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne per la collaborazione nella ricerca e nell’elaborazione dei dati nazionali.
Si ringraziano Si.Camera e i Comitati per il supporto nella selezione delle imprenditrici intervistate.
Si ringrazia CNA Roma per la collaborazione nell’analisi dell’imprenditoria straniera in Italia.
Sviluppo grafico a cura di Sch_Studio – Castelfidardo (AN).


