LA COLONNA INVISIBILE
Perché le donne sono importanti
e perché contano ancora troppo poco
2025
Natalità e progettualità familiare
Europa
L’Italia presenta un tasso di fecondità totale pari a 1,21 figli per donna, significativamente inferiore alla media europea (1,38). Spagna e Polonia mostrano valori analogamente contenuti, rispettivamente pari a 1,12 e 1,2. Su livelli prossimi alla media europea si colloca la Germania (1,39), mentre la Svezia (1,45) si posiziona leggermente al di sopra. Valori progressivamente più elevati si registrano in Romania (1,54) e Francia (1,66), che presenta il dato più alto tra i paesi considerati.
L’Italia registra complessivamente 161,4 nati vivi per 10.000 donne tra i 15 e i 49 anni, collocandosi su livelli intermedi nel confronto europeo. Valori complessivi più elevati si osservano in Germania (201,1), Francia (234,7) e Romania (191,7), mentre livelli più contenuti si registrano in Spagna (148,5) e Polonia (162,4). Per quanto riguarda la distribuzione per stato civile, in Italia la maggior parte dei nati avviene all’interno del matrimonio (96,1 contro 65,3), configurando un modello ancora prevalentemente centrato sulle nascite da coppie sposate. Un andamento analogo si osserva in Polonia (115,8 contro 46,6), Romania (126,7 contro 65,0) e Germania (134,6 contro 66,5), dove le nascite nel matrimonio risultano nettamente prevalenti. Diverso è il caso di Francia e Svezia, dove la maggior parte dei nati vivi avviene fuori dal matrimonio: in Francia i nati fuori dal matrimonio (137,3) superano ampiamente quelli all’interno (97,4), mentre in Svezia si osserva un rapporto analogo (123,8 contro 91,7).
L’Italia si colloca al di sopra della media europea sia per età media al parto del primo figlio (31,8 anni), sia per età media al parto (32,5 anni), rispetto a valori medi UE pari rispettivamente a 29,8 e 31,2 anni. Valori analoghi all’Italia si osservano in Spagna (31,5 e 32,6 anni), che registra il dato più alto per età media al parto. Su livelli prossimi alla media europea si collocano invece Germania (29,8 e 31,3 anni), Francia (29,1 e 31 anni) e Svezia (30 e 31,7 anni), mentre risultano mediamente più giovani le donne al parto del primo figli e al parto in Polonia (28,4 e 30,1 anni) e soprattutto in Romania (27,1 e 28,3 anni).
La composizione degli adulti per tipologia familiare offre un’indicazione sintetica delle differenze nei modelli di convivenza tra i paesi europei, evidenziando specificità nazionali nelle strutture familiari.
L’Italia si colloca al di sotto della media europea per quota di donne adulte con figli conviventi (1% contro 1,4% UE). . La quota di uomini adulti con figli conviventi è generalmente molto esigua: in Italia (0,1%) è inferiore alla media UE (0,3%) e tra le più basse nel confronto con gli altri Paesi considerati. Per quanto riguarda gli adulti che vivono soli, senza figli conviventi, l’Italia si colloca su livelli prossimi alla media europea per le donne (10,5% contro 11,1% UE), mentre per gli uomini il valore (8,6%) risulta inferiore alla media (9,5%) e distante dai livelli più elevati di Germania (12,2%) e Svezia (12,2%). La quota di adulti che vivono in coppia con figli in Italia (15,6%) è leggermente inferiore alla media UE (16,5%) . Anche la quota di adulti che vivono in coppia senza figli (22,4%) risulta inferiore alla media europea (26,9%) e distante dai valori più elevati di Svezia (33,9%) e Germania (33,2%). Al contrario, in Italia è più elevata la quota di adulti che formano altre tipologie di convivenze familiari (41,7%) rispetto alla media UE (34,4%).
L’Italia ha raggiunto nel 2024 una quota di bambini (0-3 anni) iscritta a servizi educativi per la prima infanzia pari al 39,4%, in linea con la media europea (39%), recuperando il divario osservato nel 2017. Nel periodo 2017-2024, si osserva infatti un incremento del 31% per quanto riguarda l’Italia contro un incremento medio europeo del 15%. Nel confronto internazionale, i valori più elevati si osservano stabilmente in Francia e Svezia, che nel 2024 registrano rispettivamente il 59,4% e il 57,7%, seguite dalla Spagna (55%). Su livelli più contenuti si colloca la Germania (25,1%), mentre i valori più bassi si registrano in Polonia (15,0%) e Romania (11,4%).
L’Italia si colloca nettamente al di sopra della media europea per età media di uscita dalla casa dei genitori, pari a circa 31 anni per gli uomini e 29 per le donne, rispetto a valori UE di 27 e 24 anni. Livelli analoghi si osservano in Spagna. In tutti i paesi considerati, l’età media di uscita è più bassa tra le donne rispetto agli uomini. Il divario più elevato si registra in Romania (4,5 anni). Su livelli prossimi o inferiori alla media europea si collocano Polonia (28 anni uomini, 26 donne), Germania (25 e 23 anni) e Francia (24 e 23 anni), mentre i valori più bassi si osservano in Svezia (circa 22 anni per entrambi i generi).
L’Italia registra un tasso di occupazione femminile inferiore alla media europea (69,3%) e presenta i valori più bassi tra i paesi considerati, una tendenza che si conferma in tutte le classi distinte per numero di figli. Fatta eccezione per la Romania, il tasso di occupazione aumenta al crescere del numero di figli (fino a due), per poi diminuire in presenza di tre o più figli. I livelli medi più elevati si osservano in Svezia (80,5%), Germania (76,8%) e Polonia (70,6%).


